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Arteriopatia Periferica

Arteriopatia periferica (restringimento delle arterie delle gambe): sintomi, cause, diagnosi e cure spiegate in modo chiaro. Quando serve l'intervento e come migliorare.

L’arteriopatia periferica si verifica quando le arterie che portano sangue alle gambe si restringono o si ostruiscono a causa di accumulo di placche di grasso e colesterolo nelle pareti delle arterie. Questo riduce il flusso di sangue ai muscoli delle gambe e dei piedi, causando dolore durante il cammino e, nei casi gravi, anche a riposo.

Normalmente le arterie delle gambe portano sangue ricco di ossigeno ai muscoli. Durante il cammino i muscoli hanno bisogno di 4-6 volte più sangue rispetto al riposo. Quando le arterie sono ristrette, il sangue non aumenta abbastanza durante lo sforzo. I muscoli non ricevono l’ossigeno necessario e questo causa dolore.

Circa 3-10 persone su 100 hanno arteriopatia periferica. Il rischio aumenta con l’età: 15-20 persone su 100 sopra i 70 anni. È più comune in chi fuma (rischio 2-4 volte maggiore) e in chi ha diabete (20-30 su 100). L’arteriopatia indica anche alto rischio cardiovascolare: 5-7 persone su 100 hanno infarto o ictus ogni anno.


QUALI SONO I SINTOMI?

Circa 40-50 persone su 100 con arteriopatia non hanno sintomi evidenti. I sintomi dipendono da quanto sono ristrette le arterie.

Dolore al polpaccio camminando

Il sintomo più tipico, presente in 30-40 persone su 100:

Come si presenta: Dolore, crampo, pesantezza, o affaticamento nei muscoli delle gambe (polpacci, cosce, o glutei) che compare quando cammini e passa completamente in meno di 10 minuti se ti fermi

Caratteristiche: Sempre nello stesso punto della gamba, sempre alla stessa distanza di cammino (ad esempio sempre dopo 200 metri), passa rapidamente con il riposo (entro 2-10 minuti)

Dove fa male: Polpaccio (60-70 su 100), coscia (10-20 su 100), glutei con possibile disfunzione erettile negli uomini (5-10 su 100)

Ischemia critica (forma grave)

La forma più grave, presente in 1-3 persone su 100:

Dolore a riposo: Dolore persistente ai piedi, dita, caviglie anche quando non cammini. Peggiora di notte quando sei sdraiato. Molti dormono con la gamba che pende fuori dal letto per alleviare il dolore

Ulcere che non guariscono: Ferite aperte su piedi, dita, talloni, caviglie che non guariscono in 2-4 settimane nonostante medicazioni

Gangrena: Morte dei tessuti con pelle nera, secca. Richiede intervento urgente per evitare infezione

Piede freddo e pallido: Il piede affetto è più freddo e pallido rispetto all’altro

Sintomi atipici

Circa 10-15 persone su 100 hanno sintomi diversi:

• Debolezza o pesantezza alle gambe durante il cammino senza vero dolore • Intorpidimento o formicolio ai piedi durante il cammino • Piedi sempre freddi con scarsa crescita delle unghie e perdita di peli

Più comuni nelle donne, negli anziani sopra 75 anni, e in chi ha diabete.


CHI È A RISCHIO?

Fattori che puoi cambiare

Fumo: Il fattore più importante. Il rischio è 2-4 volte più alto. I fumatori hanno rischio di amputazione 10-15 volte maggiore

Diabete: Rischio 2-4 volte più alto. Circa 20-30 persone su 100 con diabete hanno arteriopatia. Rischio di amputazione 10-15 volte maggiore

Colesterolo alto: Ogni aumento di 10 mg/dL del colesterolo LDL aumenta il rischio. Le statine riducono progressione del 20-30%

Pressione alta: Rischio 1,5-2 volte più alto

Obesità: Sovrappeso aumenta rischio di 1,3-1,5 volte. Obesità di 1,5-2 volte

Sedentarietà: Inattività aumenta rischio di 1,5 volte. L’esercizio regolare riduce progressione e migliora la capacità di cammino

Fattori che non puoi cambiare

Età: Il rischio aumenta progressivamente. Sotto 50 anni: 1-3 su 100. Sopra 70 anni: 15-20 su 100

Sesso: Gli uomini hanno rischio 1,5-2 volte più alto prima dei 70 anni

Familiarità: Se genitori o fratelli hanno arteriopatia, il tuo rischio è 1,5-2,5 volte più alto

Insufficienza renale: Rischio 1,5-3 volte maggiore


COME SI DIAGNOSTICA?

La diagnosi combina valutazione clinica ed esami.

Visita medica

Il medico valuta:

• Sintomi: dolore alle gambe, distanza di cammino, dolore a riposo, ulcere • Esame fisico: palpa i polsi nelle gambe. L’assenza di polsi indica ostruzione. Ispeziona pelle cercando pallore, freddezza, perdita peli, ulcere • Fattori di rischio: fumo, diabete, pressione, colesterolo

Indice caviglia-braccio (ABI)

L’esame principale per diagnosticare. Semplice, non invasivo, dura 10-15 minuti:

Come si esegue: Misura pressione arteriosa al braccio e alla caviglia. Calcola dividendo pressione caviglia per pressione braccio

Interpretazione:

  • 1,00-1,40: normale
  • 0,91-0,99: borderline
  • 0,41-0,90: arteriopatia da lieve a moderata
  • 0,40 o meno: arteriopatia grave
  • Più di 1,40: arterie calcificate (comune in diabete, anziani)

Accuratezza: Trova 90 su 100 persone con arteriopatia

Test da sforzo

Se l’esame a riposo è normale ma hai sintomi:

• Misura indice a riposo, poi cammini su tapis roulant per 5 minuti o fino a comparsa dolore • Se l’indice diminuisce di più del 20% dopo sforzo, conferma arteriopatia

Ecodoppler arterioso

Ecografia delle arterie delle gambe:

• Visualizza le arterie, identifica dove sono le ostruzioni, quanto sono lunghe, quanto ristrette • Pianifica il trattamento • Monitora progressione nel tempo

Angio-TC o Angio-RMN

Esami di imaging avanzati che creano immagini tridimensionali dettagliate:

• Si usano prima di intervento per riaprire le arterie, per pianificare esattamente la procedura • Angio-TC: usa raggi X e contrasto. Precisione molto alta. Può danneggiare i reni • Angio-RMN: usa campo magnetico. Nessuna radiazione. Controindicata con pacemaker


COME SI CURA?

Il trattamento ha due obiettivi: ridurre rischio cardiovascolare (infarto, ictus, morte) e migliorare sintomi alle gambe.

Modifiche stile di vita - essenziali per tutti

Smettere di fumare (priorità assoluta): Riduce progressione del 50-70%, riduce rischio amputazione del 40-60%, migliora risultati dopo interventi del 30-50%. Usa supporto farmacologico e counseling

Esercizio fisico supervisionato: La terapia più efficace. Programma strutturato: 3 sessioni/settimana, 30-45 minuti, per almeno 12 settimane. Cammina fino a comparsa dolore moderato, riposa, riprendi. Migliora distanza di cammino del 150-200% in 3-6 mesi

Dieta mediterranea: Frutta, verdura, pesce, olio oliva, cereali integrali, poca carne rossa. Riduce eventi cardiovascolari del 25-30%

Controllo peso: Se sovrappeso, perdere 5-10% migliora controllo glicemico, pressione, colesterolo

Farmaci - per ridurre rischio cardiovascolare

Antiaggreganti piastrinici: Aspirina 75-100 mg/giorno o simili. Riducono infarto, ictus, morte del 25%

Statine: Riducono eventi cardiovascolari del 20-30% e mortalità del 15%. Obiettivo: colesterolo LDL sotto 70 mg/dL. Migliorano anche sintomi alle gambe

Farmaci per pressione: Obiettivo sotto 140/90 mmHg. Riducono eventi cardiovascolari del 20-25%

Controllo glicemia (se diabete): Obiettivo emoglobina glicata sotto 7%. I nuovi farmaci riducono anche eventi cardiovascolari del 10-20%

Farmaco per migliorare sintomi: Migliora distanza di cammino del 40-60% in 3-6 mesi. Controindicato se hai insufficienza cardiaca

Rivascolarizzazione - riaprire le arterie

Indicazioni: dolore grave che limita molto le attività nonostante esercizio e farmaci per 3-6 mesi, ischemia critica (dolore a riposo, ulcere, gangrena).

Angioplastica con palloncino e stent:

Procedura meno invasiva:

Come si esegue: Anestesia locale all’inguine. Inserisce catetere sottile. Gonfia piccolo palloncino dentro l’ostruzione per allargarla. Spesso posiziona stent (tubicino metallico) per mantenere arteria aperta. Dura 1-2 ore

Recupero: Ricovero 1-2 giorni. Riprendi camminare il giorno stesso o dopo. Ritorno attività normali in 1-2 settimane

Risultati: Successo in 85-95 su 100. L’arteria rimane aperta a 1 anno in 60-80% secondo sede e lunghezza ostruzione

Complicanze: In 3-5 su 100: ematoma inguine, danno arterioso

Chirurgia di bypass:

Crea una “deviazione” intorno all’ostruzione usando vena dalla gamba o protesi sintetica:

Come si esegue: Anestesia generale o spinale. Connette vena o protesi sopra e sotto l’ostruzione. Dura 3-5 ore

Recupero: Ricovero 5-10 giorni. Inizia camminare dopo 2-3 giorni. Convalescenza completa 4-8 settimane

Risultati: Il bypass rimane aperto a 5 anni in 70-80% se usa vena, 60-70% se usa protesi

Complicanze: Mortalità 1-3%. Complicanze in 15-25 su 100: infarto, ictus, infezione, trombosi

Quando preferire chirurgia: Ostruzioni lunghe, più ostruzioni, anatomia non favorevole per angioplastica, aspettativa vita più di 5 anni

Amputazione:

Ultimo ricorso quando impossibile salvare la gamba. Indicazioni: gangrena estesa, infezione grave, dolore intrattabile, impossibilità rivascolarizzazione.


QUAL È LA PROGNOSI?

Prognosi per le gambe

Dolore lieve-moderato: Senza trattamento: 70-80 su 100 rimangono stabili in 5 anni. Con trattamento ottimale: rischio progressione meno del 5%

Dolore grave: Rischio progressione a ischemia critica 10-15% in 5 anni

Ischemia critica: Senza rivascolarizzazione: 40-50 su 100 richiedono amputazione entro 6 mesi. Con rivascolarizzazione: rischio amputazione 10-20% a 1 anno

Prognosi cardiovascolare

Arteriopatia asintomatica: Eventi cardiovascolari 3-5% annuale

Arteriopatia sintomatica: Eventi cardiovascolari 5-7% annuale. Mortalità 15-30% a 5 anni

Ischemia critica: Mortalità 20-25% a 1 anno, 50-70% a 5 anni

Cosa migliora la prognosi

• Smettere fumo: riduce progressione 50-70%, mortalità 30-40% • Controllo ottimale fattori rischio: riduce eventi cardiovascolari 30-50% • Esercizio fisico: migliora sintomi 150-200%, riduce eventi cardiovascolari 20-30% • Antiaggreganti e statine: riducono eventi cardiovascolari 40-50% • Rivascolarizzazione tempestiva: riduce amputazioni 50-70%


QUANDO CONSULTARE IL MEDICO

Consulta il medico se hai:

• Dolore ai polpacci, cosce o glutei che compare quando cammini e passa con il riposo • Difficoltà a camminare distanze che prima percorrevi senza problemi • Piedi sempre freddi con colorazione pallida o bluastra • Ferite o ulcere ai piedi che non guariscono in 2-3 settimane • Unghie ispessite, perdita peli sulle gambe, pelle lucida e sottile • Fattori di rischio multipli (fumo, diabete, pressione alta, età sopra 60 anni) anche senza sintomi

Vai in pronto soccorso se:

• Dolore intenso improvviso a una gamba a riposo con gamba fredda, pallida, senza polsi • Perdita improvvisa movimento o sensibilità in una gamba • Colore nero o blu scuro delle dita dei piedi o piede • Febbre alta con arrossamento, gonfiore, dolore intenso al piede

Questi sintomi possono indicare blocco improvviso di un’arteria o gangrena infetta, emergenze che richiedono trattamento immediato (entro 4-6 ore).


DOMANDE FREQUENTI

L’arteriopatia si può guarire?

L’aterosclerosi è malattia cronica che non si “guarisce” completamente. Tuttavia, puoi rallentarla molto: smettere di fumare più controllo ottimale fattori rischio più farmaci può stabilizzare le placche in 70-80 persone su 100. Gli interventi riaprono le arterie ostruite ma non curano l’aterosclerosi: devi continuare farmaci e modifiche stile di vita.

Se ho dolore a una gamba sola, anche l’altra è malata?

Spesso sì. Se hai ostruzione in una gamba, circa 50-60 persone su 100 hanno ostruzioni nell’altra gamba. L’aterosclerosi è malattia sistemica: se hai placche nelle gambe, probabilmente hai placche anche nelle arterie del cuore e del cervello.

Posso continuare a fare esercizio se ho dolore?

Sì, anzi DEVI fare esercizio. È il trattamento più efficace. L’esercizio stimola formazione di nuovi vasi che “bypassano” naturalmente le ostruzioni. Cammina fino a dolore moderato, fermati e riposa, riprendi. Con programma supervisionato, 70-80 persone su 100 migliorano distanza di cammino del 150-200% in 3-6 mesi.

Dovrò prendere farmaci per sempre?

Sì. L’arteriopatia indica aterosclerosi sistemica con alto rischio cardiovascolare. Antiaggreganti più statine più farmaci pressione sono raccomandati per sempre. Smettere farmaci aumenta rischio eventi di 2-3 volte. I benefici superano i rischi: previeni 10-15 infarti o ictus ogni 100 persone.

Cosa succede se non mi curo?

Dipende dalla gravità. Dolore lieve spesso rimane stabile (70-80 su 100) ma il rischio cardiovascolare resta alto: 5-7 eventi ogni 100 persone all’anno. Ischemia critica senza trattamento porta ad amputazione in 40-50 su 100 entro 6 mesi e morte in 20-25 su 100 entro 1 anno. Il trattamento riduce drasticamente questi rischi.