Le extrasistoli sono battiti del cuore che si verificano prima del previsto. Invece di attendere il normale segnale elettrico dal nodo senoatriale, una parte del tessuto cardiaco genera un impulso anticipato. Questo battito prematuro fa contrarre il cuore fuori dal ritmo normale.
Normalmente, il cuore batte con un ritmo regolare e coordinato, tipicamente tra 60 e 100 volte al minuto a riposo. Gli impulsi elettrici partono dal nodo senoatriale negli atri, poi si propagano ai ventricoli facendo contrarre il cuore in modo sincronizzato. Nelle extrasistoli, un battito extra parte da una zona diversa e si verifica in anticipo rispetto al ritmo normale. Dopo un’extrasistole, segue una pausa più lunga del normale prima del battito successivo, chiamata pausa compensatoria.
Le extrasistoli sono estremamente comuni. Circa 75 persone su 100 adulti sani hanno extrasistoli occasionali se si registra il loro elettrocardiogramma per 24 ore. La frequenza aumenta con l’età. Molte persone non le percepiscono affatto e le scoprono durante un elettrocardiogramma fatto per altri motivi. Le extrasistoli possono originare dagli atri formando le extrasistoli atriali, o dai ventricoli formando le extrasistoli ventricolari. Le extrasistoli ventricolari sono più comuni e più facilmente percepite dai pazienti.
COSA SONO LE EXTRASISTOLI?
Le extrasistoli sono aritmie caratterizzate da battiti prematuri che interrompono il ritmo normale. Il termine “extrasistole” significa letteralmente “battito extra” ma in realtà descrive un battito che arriva troppo presto nel ciclo cardiaco.
Ogni battito cardiaco normale inizia con un impulso elettrico dal nodo senoatriale. Nelle extrasistoli, un focolaio ectopico si attiva prima del previsto e genera un battito anticipato. Questo focolaio può trovarsi negli atri o nei ventricoli.
Le extrasistoli atriali originano dagli atri e generalmente hanno un complesso QRS di forma normale perché l’impulso segue le normali vie di conduzione verso i ventricoli. Le extrasistoli ventricolari originano direttamente dai ventricoli, producendo un complesso QRS più largo e di forma diversa perché l’impulso si propaga attraverso vie anomale.
Dopo un’extrasistole, il cuore riprende il ritmo normale. La pausa compensatoria che segue l’extrasistole è ciò che molte persone percepiscono. Questa pausa non significa che il cuore si sia fermato, ma semplicemente che sta aspettando il momento giusto per riprendere il ritmo regolare. Il battito che segue la pausa è spesso più forte del normale perché il cuore ha avuto più tempo per riempirsi di sangue, e questo battito vigoroso è quello che crea la sensazione di tuffo o colpo nel petto.
QUALI SONO I SINTOMI DELLE EXTRASISTOLI?
Circa 70 persone su 100 con extrasistoli non hanno sintomi. L’aritmia viene scoperta durante un esame di routine o un elettrocardiogramma fatto per altri motivi.
Quando i sintomi si verificano, possono includere:
- Palpitazioni (sensazione di battito cardiaco irregolare o forte) – La sensazione più comune, descritta come un tuffo, un salto o un colpo nel petto
- Percezione di battito saltato o mancato – Anche se in realtà il cuore ha battuto una volta in più, la pausa successiva crea questa sensazione
- Colpo forte o martellante nel petto – Dovuto al battito più vigoroso che segue la pausa compensatoria
- Sensazione che il cuore si fermi per un attimo – Corrisponde alla pausa compensatoria
- Senso di vuoto o svolazzamento nel petto
- Disagio toracico lieve e transitorio
Alcune persone notano le extrasistoli più quando sono a riposo, sdraiate o in silenzio la sera. Durante l’attività fisica o quando si è distratti, le extrasistoli possono essere meno percepite anche se presenti. Circa 40 persone su 100 con extrasistoli sintomatiche riferiscono che i sintomi sono più evidenti di sera o prima di dormire.
Le extrasistoli molto frequenti, più del 20 percento di tutti i battiti cardiaci in 24 ore, possono raramente causare sintomi più persistenti come stanchezza, debolezza o lieve affanno, specialmente durante attività fisica.
QUANDO DEVO RIVOLGERMI AL MEDICO?
Contatta il tuo medico se hai:
- Palpitazioni frequenti che interferiscono con le tue attività quotidiane
- Extrasistoli che ti preoccupano o che sono aumentate di frequenza
- Qualsiasi sintomo nuovo o che cambia nel tempo
CERCA IMMEDIATAMENTE ASSISTENZA MEDICA D’URGENZA (chiama il 112 o vai al pronto soccorso) se hai:
- Dolore toracico prolungato, oppressione al petto o dolore che si irradia a braccio, collo o mascella
- Difficoltà grave a respirare o affanno a riposo
- Svenimento o perdita di coscienza
- Sensazione di imminente svenimento con vertigini gravi
- Battito cardiaco molto veloce (più di 150 battiti al minuto) e irregolare
- Sudorazione fredda associata a malessere grave
Questi sintomi possono indicare aritmie più gravi o altre condizioni cardiache che richiedono valutazione urgente.
COSA CAUSA LE EXTRASISTOLI?
Le extrasistoli possono verificarsi in cuori completamente sani senza una causa identificabile. Negli adulti sani, le extrasistoli sono considerate una variante normale del ritmo cardiaco. Tuttavia, diversi fattori possono aumentarne la frequenza o scatenarle in persone predisposte.
I fattori che possono aumentare le extrasistoli includono:
- Caffeina – Caffè, tè, bevande energetiche, cola e alcuni integratori pre-allenamento possono scatenare extrasistoli in persone sensibili. Circa 25 persone su 100 notano più extrasistoli dopo aver consumato caffeina
- Alcol – Anche quantità moderate (2-3 bevande alcoliche) possono aumentare le extrasistoli, specialmente nelle ore successive al consumo. L’alcol può alterare la conduzione elettrica cardiaca
- Stress e ansia – Le situazioni stressanti aumentano gli ormoni come adrenalina e cortisolo che possono stimolare focolai ectopici
- Privazione di sonno – Dormire meno di 6 ore per notte o avere un sonno di scarsa qualità può aumentare la frequenza delle extrasistoli del 40-50 percento
- Fumo e nicotina – La nicotina può irritare il tessuto cardiaco e favorire aritmie. Il rischio è dose-dipendente
- Disidratazione – Bere poca acqua può alterare l’equilibrio elettrolitico e modificare la conduzione elettrica cardiaca
- Squilibri elettrolitici – Livelli bassi di potassio o magnesio possono favorire aritmie
- Stimolanti e sostanze – Farmaci decongestionanti contenenti pseudoefedrina, integratori per la perdita di peso, anfetamine e cocaina possono tutti scatenare extrasistoli
Alcune condizioni mediche associate a extrasistoli includono:
- Disturbi tiroidei – L’ipertiroidismo accelera il metabolismo cardiaco e può aumentare le extrasistoli. Circa 15 persone su 100 con ipertiroidismo hanno extrasistoli frequenti
- Malattia coronarica – Il restringimento delle arterie coronarie riduce l’apporto di ossigeno al cuore e può creare zone di tessuto irritabile
- Infarto miocardico pregresso – Le cicatrici nel tessuto cardiaco dopo un infarto possono diventare focolai ectopici
- Scompenso cardiaco – L’insufficienza della funzione di pompa del cuore altera la conduzione elettrica
- Ipertrofia ventricolare sinistra – L’ispessimento della parete del ventricolo sinistro, spesso dovuto a ipertensione di lunga data, favorisce extrasistoli
- Malattie delle valvole cardiache – Il prolasso della valvola mitrale, la stenosi aortica o l’insufficienza mitralica possono associarsi a extrasistoli
- Miocardite – L’infiammazione del muscolo cardiaco può creare focolai ectopici temporanei
- Cardiomiopatie – Malattie del muscolo cardiaco come la cardiomiopatia dilatativa o la cardiomiopatia ipertrofica aumentano il rischio di extrasistoli
In molte persone, le extrasistoli sono idiopatiche. Questo è particolarmente vero quando l’ecocardiogramma mostra un cuore strutturalmente normale.
COME VENGONO DIAGNOSTICATE LE EXTRASISTOLI?
Il tuo medico:
- Ti farà domande dettagliate sui tuoi sintomi, quando si verificano, quanto durano e cosa li scatena
- Raccoglierà la tua storia clinica completa, includendo farmaci, integratori, consumo di caffeina e alcol
- Eseguirà un esame fisico, ascoltando il cuore con lo stetoscopio per rilevare irregolarità del ritmo
- Misurerà la pressione arteriosa e il polso
- Prescriverà esami per confermare la diagnosi e valutare il cuore
Gli esami che possono diagnosticare e valutare le extrasistoli includono:
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Elettrocardiogramma – Questo esame registra l’attività elettrica del cuore per alcuni secondi posizionando elettrodi sul torace, braccia e gambe. Può mostrare le extrasistoli se si verificano durante i 10-30 secondi di registrazione. L’esame dura pochi minuti e non è doloroso. L’ECG mostra la forma delle extrasistoli permettendo di distinguere quelle atriali da quelle ventricolari
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Holter ECG o monitoraggio ECG prolungato – Un piccolo registratore portatile che porti per 24-48 ore (Holter) o fino a 14 giorni (monitor patch) mentre fai le tue normali attività. Registra continuamente il ritmo cardiaco e permette di quantificare esattamente le extrasistoli, vedere quando si verificano durante il giorno e la notte, e valutare se sono correlate a sintomi. Circa 15-20 persone su 100 con extrasistoli frequenti le hanno solo di notte
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Ecocardiogramma – Un’ecografia del cuore. Una sonda posta sul torace trasmette onde sonore che rimbalzano sulle strutture cardiache creando immagini in movimento. L’esame mostra la struttura del cuore, le dimensioni delle camere, lo spessore delle pareti, come funzionano le valvole e la frazione di eiezione. L’ecocardiogramma è fondamentale per verificare che il cuore sia strutturalmente normale e per escludere malattie cardiache sottostanti
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Test da sforzo – Un elettrocardiogramma eseguito mentre cammini su un tapis roulant o pedali su una cyclette. Il test valuta come risponde il cuore allo sforzo fisico. Le extrasistoli benigne di solito diminuiscono o scompaiono completamente durante lo sforzo perché il nodo senoatriale accelera il suo ritmo dominando i focolai ectopici. Extrasistoli che aumentano con lo sforzo o che appaiono solo durante sforzo possono richiedere ulteriore valutazione perché possono indicare ischemia miocardica
Il medico può anche prescrivere esami del sangue per controllare:
- Elettroliti – Potassio, magnesio, calcio e sodio nel sangue
- Funzione tiroidea – TSH, T3 e T4 per escludere ipertiroidismo o ipotiroidismo
- Emocromo completo – Per escludere anemia che può stressare il cuore
- Troponina – Se c’è sospetto di danno cardiaco acuto
QUANDO SONO PERICOLOSE LE EXTRASISTOLI?
Nella maggior parte dei casi, le extrasistoli non sono pericolose. Studi che hanno seguito migliaia di persone con cuore sano e extrasistoli frequenti per 10-15 anni hanno dimostrato che non hanno rischio aumentato di morte cardiaca improvvisa, infarto o scompenso cardiaco rispetto alle persone senza extrasistoli.
Le extrasistoli sono generalmente benigne quando:
- L’ecocardiogramma mostra un cuore strutturalmente normale con frazione di eiezione normale (superiore a 50 percento)
- Le extrasistoli diminuiscono o scompaiono durante l’attività fisica
- Non causano svenimenti, dolore toracico grave o grave mancanza di respiro
- Non sono associate ad altre aritmie più complesse come tachicardia ventricolare
- La frequenza è inferiore al 15-20 percento di tutti i battiti in 24 ore
Situazioni che richiedono maggiore attenzione includono:
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Extrasistoli molto frequenti – Più del 20 percento di tutti i battiti in 24 ore (più di 20.000-25.000 extrasistoli in 24 ore) possono raramente, in circa 5-10 persone su 100, causare cardiomiopatia indotta da extrasistoli. Questa condizione è reversibile con il trattamento
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Extrasistoli che aumentano con lo sforzo – A differenza delle extrasistoli benigne, quelle che aumentano durante attività fisica possono indicare ischemia miocardica o altre malattie cardiache
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Extrasistoli in presenza di malattie cardiache – Persone con scompenso cardiaco, pregresso infarto, frazione di eiezione ridotta o cardiomiopatie che sviluppano extrasistoli frequenti hanno rischio aumentato di aritmie più gravi
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Extrasistoli ventricolari polimorfe – Possono indicare instabilità elettrica del cuore
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Coppie o triplette – Quando due o tre extrasistoli si verificano consecutivamente, indicano maggiore eccitabilità cardiaca
Consulta il medico se hai:
- Svenimenti o vertigini gravi che compaiono in associazione alle palpitazioni
- Dolore toracico durante o dopo le palpitazioni
- Mancanza di respiro sproporzionata all’attività che stai facendo
- Comparsa improvvisa di molte extrasistoli quando prima non le avevi o ne avevi poche
- Aumento delle extrasistoli durante l’attività fisica invece che a riposo
- Storia familiare di morte cardiaca improvvisa in giovane età (prima dei 50 anni)
- Malattie cardiache già note
COME VENGONO TRATTATE LE EXTRASISTOLI?
Il trattamento delle extrasistoli dipende dalla frequenza, dai sintomi, dalla presenza di malattie cardiache sottostanti e dall’impatto sulla qualità di vita. Molte persone non necessitano di alcun trattamento oltre alla rassicurazione dopo aver confermato che il cuore è strutturalmente normale.
Modifiche dello stile di vita
Se le extrasistoli ti danno fastidio, questi accorgimenti possono ridurne la frequenza in circa 60-70 persone su 100:
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Riduci il consumo di caffeina – Limita il caffè a 1-2 tazze al giorno (massimo 200 mg di caffeina). Considera di eliminare bevande energetiche, cola e integratori pre-allenamento contenenti caffeina. Alcune persone molto sensibili beneficiano dell’eliminazione completa della caffeina
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Limita l’alcol – Riduci a un massimo di 1 bevanda alcolica al giorno per le donne e 2 per gli uomini. Considera di eliminare completamente l’alcol per 2-4 settimane per vedere se le extrasistoli migliorano
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Smetti di fumare – Il fumo aumenta le extrasistoli in modo dose-dipendente. Smettere riduce la frequenza delle extrasistoli del 30-50 percento entro 2-3 mesi
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Dormi regolarmente – Cerca di dormire 7-9 ore per notte mantenendo orari regolari. La privazione di sonno cronica aumenta significativamente le extrasistoli
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Mantieni un’idratazione adeguata – Bevi 1.5-2 litri di acqua al giorno distribuiti durante la giornata. La disidratazione, anche lieve, può aumentare le extrasistoli
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Gestisci lo stress – Pratica tecniche di riduzione dello stress come respirazione diaframmatica, meditazione, yoga o attività fisica regolare. L’esercizio aerobico regolare (30 minuti al giorno, 5 giorni alla settimana) riduce le extrasistoli in circa 50 persone su 100
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Dieta equilibrata – Mangia una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e pesce. Assicurati di assumere adeguato potassio (banane, patate, spinaci, legumi) e magnesio (noci, semi, cereali integrali, verdure a foglia verde)
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Evita stimolanti – Controlla i farmaci da banco per raffreddore e allergie. Molti contengono pseudoefedrina o fenilefrina che possono aumentare le extrasistoli
Farmaci
I farmaci sono riservati ai casi in cui le extrasistoli causano sintomi significativi che compromettono la qualità di vita nonostante le modifiche dello stile di vita, o quando le extrasistoli sono molto frequenti (più del 15-20 percento).
I farmaci più comunemente usati includono:
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Beta-bloccanti come metoprololo, bisoprololo o atenololo – Questi farmaci rallentano il battito cardiaco e riducono l’eccitabilità del tessuto cardiaco. Bloccano l’effetto dell’adrenalina sul cuore. Riducono le extrasistoli sintomatiche in circa 60-70 persone su 100. Sono i farmaci di prima scelta per le extrasistoli. Effetti collaterali possono includere stanchezza, mani fredde, sogni vividi e, raramente, broncocostrizione in persone con asma
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Calcio-antagonisti come verapamil o diltiazem – Un’alternativa ai beta-bloccanti quando questi non sono tollerati o controindicati. Riducono la conduzione elettrica cardiaca e l’eccitabilità. Effetti collaterali possono includere stipsi, gonfiore alle caviglie e abbassamento della pressione
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Farmaci antiaritmici classe IC come flecainide o propafenone – Bloccano i canali del sodio nelle cellule cardiache stabilizzando le membrane. Sono efficaci nel 70-80 percento dei casi ma sono riservati a pazienti selezionati senza malattia coronarica e con funzione ventricolare sinistra normale perché possono avere effetti proaritmici in persone con cuore danneggiato
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Farmaci antiaritmici classe III come sotalolo – Combinano effetto beta-bloccante con blocco dei canali del potassio. Usati meno frequentemente per extrasistoli benigne
Il medico sceglierà il farmaco in base ai tuoi sintomi, alla frequenza delle extrasistoli, alla presenza di altre condizioni mediche e alla tua pressione arteriosa e frequenza cardiaca basale. Spesso si inizia con basse dosi per vedere la risposta, aumentando gradualmente se necessario.
Ablazione transcatetere
L’ablazione transcatetere è una procedura in cui il medico inserisce sottili cateteri attraverso una vena nell’inguine o nel collo e li porta fino al cuore sotto guida fluoroscopica. Il medico crea una mappa tridimensionale dell’attività elettrica del cuore, identifica il punto esatto da cui originano le extrasistoli e lo disattiva usando energia a radiofrequenza o crioablazione.
L’ablazione è considerata quando:
- Le extrasistoli sono estremamente frequenti (più del 15-20 percento di tutti i battiti, corrispondente a più di 15.000-20.000 extrasistoli in 24 ore)
- Le extrasistoli stanno causando disfunzione del ventricolo sinistro con riduzione della frazione di eiezione
- I sintomi sono molto gravi e compromettono significativamente la qualità di vita nonostante i farmaci
- Le extrasistoli hanno un’origine focale identificabile (provengono da un singolo focolaio ben localizzabile)
La procedura dura tipicamente 2-4 ore e richiede anestesia locale con sedazione o, in alcuni casi, anestesia generale. La maggior parte dei pazienti rimane ricoverata in ospedale per 24 ore per osservazione dopo la procedura.
L’ablazione ha una percentuale di successo del 60-80 percento per le extrasistoli ventricolari che originano dal tratto di efflusso del ventricolo destro, la sede più comune. Le extrasistoli che originano da altre sedi come l’epicardio o il ventricolo sinistro profondo hanno percentuali di successo inferiori, circa 50-60 percento.
Le complicanze dell’ablazione sono rare ma possono includere:
- Sanguinamento o ematoma nel sito di inserzione dei cateteri (2-3 persone su 100)
- Trombosi venosa o flebite (1 persona su 100)
- Tamponamento cardiaco (meno di 1 persona su 100, ma richiede drenaggio immediato)
- Danni alle valvole cardiache o alle arterie coronarie (estremamente raro, meno di 1 persona su 1000)
- Necessità di pacemaker permanente se l’ablazione colpisce accidentalmente il sistema di conduzione normale (meno di 1 persona su 200)
- Recidiva delle extrasistoli in 20-40 persone su 100 entro i primi 6-12 mesi
Dopo ablazione con successo, molte persone possono ridurre o sospendere i farmaci antiaritmici.
QUAL È LA PROGNOSI?
Quando il cuore è strutturalmente normale, le extrasistoli hanno prognosi eccellente. Studi prospettici che hanno seguito persone con extrasistoli frequenti per 10-15 anni hanno dimostrato che chi ha un cuore sano all’ecocardiogramma ha la stessa aspettativa di vita e lo stesso rischio di eventi cardiovascolari (infarto, scompenso cardiaco, ictus, morte cardiaca) delle persone senza extrasistoli.
Le extrasistoli molto frequenti (più del 20 percento di tutti i battiti, corrispondente a più di 20.000 extrasistoli in 24 ore) possono raramente causare disfunzione del ventricolo sinistro. Circa 5-10 persone su 100 con extrasistoli così frequenti sviluppano cardiomiopatia indotta da extrasistoli. Questa condizione è reversibile con il trattamento appropriato (farmaci o ablazione) in circa 80-90 persone su 100. La frazione di eiezione generalmente si normalizza entro 3-12 mesi dalla riduzione o eliminazione delle extrasistoli.
Le persone con malattie cardiache preesistenti come scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta (inferiore a 40 percento), pregresso infarto miocardico con cicatrici estese, cardiomiopatie o malattie valvolari gravi che sviluppano extrasistoli frequenti richiedono monitoraggio più attento. In questi pazienti, le extrasistoli possono essere un segnale che il cuore sta lavorando sotto stress o che la malattia sottostante sta progredendo. Il rischio di aritmie più gravi come tachicardia ventricolare è aumentato in questo gruppo.
Molte persone notano che le extrasistoli variano nel tempo. Possono essere più frequenti durante periodi di stress, affaticamento o dopo consumo di caffeina o alcol, poi ridursi spontaneamente quando questi fattori vengono eliminati. Circa 30-40 persone su 100 con extrasistoli sintomatiche notano una riduzione spontanea o scomparsa dei sintomi nel corso di mesi o anni, anche senza trattamento specifico.
Le extrasistoli occasionali (meno del 1-2 percento di tutti i battiti) in persone senza malattie cardiache non richiedono alcun trattamento e non influenzano la prognosi. La maggior parte delle persone può continuare tutte le normali attività, incluso esercizio fisico intenso e sport competitivi, dopo aver confermato con test da sforzo ed ecocardiogramma che il cuore è normale.