COS’È LA SINCOPE?
La sincope è una perdita improvvisa e completa di coscienza seguita da recupero spontaneo. Durante la sincope, il cervello riceve temporaneamente un apporto insufficiente di sangue e ossigeno, causando la perdita di conoscenza. La persona cade a terra, perde completamente il tono muscolare e non risponde agli stimoli.
Il recupero avviene spontaneamente entro pochi secondi o minuti. Dopo il risveglio, la persona è completamente lucida senza deficit neurologici. Questo distingue la sincope da altre cause di perdita di coscienza come ictus o crisi epilettiche, dove il recupero può essere più lento o incompleto.
La sincope è molto comune: circa 40 persone su 100 hanno almeno un episodio di sincope nel corso della vita. Può verificarsi a qualsiasi età, anche se alcuni tipi sono più frequenti in determinate fasce d’età.
Cosa NON è sincope:
La sincope va distinta dal semplice capogiro o sensazione di testa leggera, in cui si rimane coscienti. Va anche distinta dalle cadute senza perdita di conoscenza.
QUALI SONO I TIPI DI SINCOPE?
Le sincopi si classificano in tre categorie principali in base alla causa:
Sincope neuromediata (riflessa):
È il tipo più comune (circa 60-70 persone su 100 con sincope) e generalmente benigno. Il sistema nervoso autonomo reagisce in modo eccessivo a determinati stimoli, causando un improvviso rallentamento del battito cardiaco e un calo della pressione arteriosa. Include:
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Sincope vasovagale – Scatenata da stress emotivo, dolore acuto, vista del sangue, ambienti caldi e affollati, stare in piedi per lungo tempo. È la forma più frequente, specialmente nei giovani (circa 8 episodi su 10 in persone sotto i 40 anni)
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Sincope situazionale – Si verifica durante tosse intensa, minzione, defecazione o deglutizione. Rappresenta circa 5 episodi su 100
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Sincope del seno carotideo – Scatenata da pressione sul collo (colletto stretto, rasatura, rotazione brusca del capo). Più comune negli anziani (circa 1-2 episodi su 100)
Nella sincope neuromediata sono di solito presenti sintomi premonitori che avvertono dell’imminente svenimento e danno il tempo di sedersi o sdraiarsi.
Sincope ortostatica:
Rappresenta circa 15 persone su 100 con sincope. Si verifica quando ci si alza in piedi, specialmente da posizione sdraiata. Il sangue scende verso le gambe per gravità e il sistema cardiovascolare non riesce a compensare abbastanza rapidamente, causando un calo di pressione (di almeno 20 mmHg per la sistolica o 10 mmHg per la diastolica) e ridotto afflusso al cervello.
Fattori che aumentano il rischio:
- Disidratazione o scarsa assunzione di liquidi
- Farmaci antipertensivi, diuretici o vasodilatatori
- Riposo a letto prolungato
- Età avanzata (circa 20 persone su 100 over 65 hanno ipotensione ortostatica)
- Gravidanza
- Malattie del sistema nervoso autonomo (diabete, malattia di Parkinson)
Sincope cardiaca:
È meno frequente (circa 10-20 persone su 100 con sincope) ma richiede attenzione medica perché può indicare problemi cardiaci significativi. Può essere causata da:
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Aritmie – Battito cardiaco troppo lento (bradicardia, meno di 40 battiti al minuto), troppo veloce (tachicardia, più di 150-180 battiti al minuto) o irregolare. Include blocchi della conduzione cardiaca, fibrillazione atriale, tachicardie ventricolari
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Problemi strutturali – Stenosi aortica grave, cardiomiopatia ipertrofica, tamponamento cardiaco
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Ostruzioni acute – Embolia polmonare, infarto miocardico acuto
La sincope cardiaca può verificarsi senza sintomi premonitori, anche in posizione sdraiata o durante sforzo fisico. Richiede valutazione urgente.
QUALI SINTOMI PRECEDONO LA SINCOPE?
Nelle sincopi neuromediate, i sintomi premonitori si sviluppano nei secondi o minuti precedenti la perdita di coscienza:
- Nausea o sensazione di vuoto allo stomaco
- Sudorazione fredda improvvisa
- Pallore cutaneo
- Vista offuscata o visione a tunnel
- Debolezza intensa alle gambe
- Vertigini o sensazione di testa leggera
- Ronzio o fischio nelle orecchie (acufeni)
Riconoscere questi sintomi permette di sedersi o sdraiarsi prima di perdere conoscenza, riducendo il rischio di traumi da caduta. Circa 7-8 persone su 10 con sincope vasovagale riportano sintomi premonitori.
Durante la sincope:
La persona perde completamente conoscenza e cade a terra. Il tono muscolare si riduce. Possono verificarsi brevi movimenti muscolari involontari (mioclonie) che non sono crisi epilettiche. L’episodio dura generalmente meno di un minuto (di solito 10-30 secondi).
Dopo la sincope:
Dopo il risveglio, può esserci confusione per alcuni secondi, seguita da completo recupero senza deficit neurologici. Alcune persone si sentono stanche o deboli per alcune ore.
QUANDO LA SINCOPE RICHIEDE VALUTAZIONE URGENTE?
Alcuni elementi suggeriscono una possibile causa cardiaca e richiedono valutazione medica urgente:
- Sincope durante sforzo fisico o esercizio (non dopo il riposo, ma durante l’attività)
- Sincope preceduta da palpitazioni o dolore toracico
- Sincope in posizione sdraiata
- Sincope senza sintomi premonitori
- Storia di malattia cardiaca (pregresso infarto, aritmie, scompenso cardiaco, cardiomiopatia)
- Storia familiare di morte cardiaca improvvisa in età giovane (meno di 50 anni)
- Età superiore a 60 anni al primo episodio
- Traumi significativi alla testa o al viso per caduta improvvisa
Anche se la sincope sembra benigna, una valutazione medica è sempre consigliata dopo il primo episodio, quando gli episodi sono ricorrenti (più di 2-3 episodi), o in presenza di sincope in gravidanza.
COSA FARE DURANTE UNA SINCOPE?
Se si avvertono sintomi premonitori:
- Sedersi o sdraiarsi immediatamente – Non cercare di resistere in piedi
- Se possibile, sdraiarsi con le gambe sollevate per facilitare il ritorno del sangue al cervello
- Allentare indumenti stretti (colletto, cintura, cravatta)
- Cercare aria fresca se ci si trova in un ambiente caldo e affollato
Queste manovre prevengono lo svenimento in circa 5-6 casi su 10 se eseguite tempestivamente.
Se si assiste a una sincope:
- Mettere la persona in sicurezza – Se sta per cadere, accompagnare delicatamente la caduta
- Posizionarla sdraiata con le gambe sollevate 30-40 cm da terra
- Controllare respiro e battito cardiaco – Nella sincope sono sempre presenti
- Non dare da bere o mangiare finché la persona non ha completamente ripreso conoscenza
- Non schiaffeggiare né scuotere la persona
- Attendere il risveglio spontaneo che avviene entro 1-2 minuti
- Far alzare lentamente una volta ripresi – Prima seduti, poi in piedi dopo alcuni minuti
Chiamate il 112 se:
- La persona non riprende conoscenza entro 2-3 minuti
- Ci sono convulsioni prolungate
- Trauma importante alla testa nella caduta
- Difficoltà a respirare o dolore toracico
- Sincope durante sforzo fisico
- Storia di malattia cardiaca nota
COME VIENE DIAGNOSTICATA LA CAUSA DELLA SINCOPE?
Il vostro medico:
- Vi farà domande sull’episodio (circostanze, sintomi precedenti, durata, modalità di recupero)
- Vi chiederà della storia medica, farmaci assunti e storia familiare
- Vi visiterà, controllando pressione e battito cardiaco
- Prescriverà degli esami
Questa valutazione clinica già orienta verso la causa in circa 6-7 casi su 10.
Esami di base:
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Elettrocardiogramma – Registra l’attività elettrica del cuore. Identifica aritmie o anomalie della conduzione. L’esame dura pochi minuti e non è doloroso. Trova la causa in circa 5 casi su 100
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Misurazione della pressione arteriosa – In posizione sdraiata e dopo 1-3 minuti in piedi. Rileva cali pressori al cambio di posizione (ipotensione ortostatica)
Esami di secondo livello:
Se gli esami di base non identificano la causa o se ci sono segnali d’allarme, possono essere necessari:
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Holter ECG – Registrazione continua del battito cardiaco per 24-48 ore o più durante le normali attività. Identifica aritmie intermittenti in circa 2-4 casi su 100
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Tilt test – La persona viene fissata a un lettino che viene inclinato in posizione verticale per 20-45 minuti monitorando pressione e battito. Riproduce le condizioni che scatenano la sincope vasovagale. Identifica la causa in circa 7 casi su 10 con sincope neuromediata
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Ecocardiogramma – Ecografia del cuore che visualizza la struttura, le valvole e la funzione di pompa. Identifica problemi strutturali
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Test da sforzo – ECG durante attività fisica su tapis roulant. Valuta se lo sforzo scatena aritmie. Indicato quando la sincope è avvenuta durante o dopo sforzo
COME SI PREVIENE LA SINCOPE?
Le strategie preventive dipendono dal tipo di sincope identificato.
Per la sincope vasovagale:
Riconoscere ed evitare i fattori scatenanti:
- Evitare di stare in piedi fermi per lungo tempo (cambiare posizione, muovere le gambe)
- Evitare ambienti caldi, affollati e poco ventilati
- Prepararsi mentalmente a situazioni scatenanti note (prelievi di sangue)
Mantenere adeguata idratazione:
- Bere almeno 2 litri di acqua al giorno
- Aumentare l’assunzione di liquidi nei giorni caldi
- Aumentare leggermente il sale nella dieta (8-10 grammi al giorno) se non controindicato
Manovre fisiche di contrasto quando si avvertono sintomi:
- Incrociare le gambe e contrarre i muscoli di gambe, addome e glutei con forza per 30-60 secondi
- Stringere forte una palla o incrociare le braccia tirando con forza
- Accovacciarsi se impossibile sdraiarsi
Queste manovre prevengono lo svenimento in circa 4-5 casi su 10 quando i sintomi premonitori sono riconosciuti tempestivamente.
Per la sincope ortostatica:
- Alzarsi gradualmente – Passare lentamente dalla posizione sdraiata a quella seduta, attendere 1-2 minuti, poi alzarsi lentamente in piedi
- Dormire con la testa del letto leggermente sollevata (10-20 cm)
- Indossare calze elastiche a compressione graduata se prescritte
- Evitare pasti abbondanti che possono favorire cali pressori
- Rivedere i farmaci con il medico – Alcuni antipertensivi possono favorire l’ipotensione ortostatica
QUANDO SERVE UN TRATTAMENTO SPECIFICO?
Nella maggior parte dei casi di sincope vasovagale (circa 8-9 persone su 10), le misure comportamentali sono sufficienti. Tuttavia, alcuni pazienti necessitano di trattamenti specifici.
Per la sincope vasovagale refrattaria:
Quando le misure preventive non sono sufficienti e la sincope compromette la qualità di vita:
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Farmaci – Midodrina, che aiuta a mantenere la pressione più stabile, può ridurre gli episodi in circa 6-7 persone su 10. Fludrocortisone in alcuni casi selezionati
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Pacemaker – In rari casi selezionati (meno di 5 persone su 100 con sincope vasovagale) quando il rallentamento del battito è molto marcato e gli svenimenti sono frequenti e traumatici
Per la sincope cardiaca:
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Aritmie – Farmaci antiaritmici, ablazione transcatetere, pacemaker o defibrillatore impiantabile, a seconda del tipo di aritmia
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Problemi strutturali – Intervento sulla valvola aortica, trattamento della cardiomiopatia
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Blocchi di conduzione – Impianto di pacemaker
Per la sincope ortostatica:
- Aggiustamento o sospensione dei farmaci che causano il problema
- Midodrina per aumentare la pressione arteriosa
- Fludrocortisone per aumentare il volume di sangue circolante