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Tachicardia Parossistica Sopraventricolare (TPSV)

Tachicardia parossistica sopraventricolare spiegata per pazienti. Sintomi, diagnosi, manovre vagali e ablazione.


COS’È LA TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE?

La tachicardia parossistica sopraventricolare è un tipo di aritmia in cui il cuore batte molto velocemente, tipicamente tra 150 e 250 volte al minuto. Il termine “parossistica” significa che gli episodi iniziano e finiscono all’improvviso, come se qualcuno accendesse e spegnesse un interruttore.

Normalmente, il cuore a riposo batte 60-100 volte al minuto. Nella TPSV, un impulso elettrico rimane intrappolato in un circuito nel cuore, girando in loop continuamente invece di seguire il suo percorso normale. È come un treno che invece di fermarsi alla stazione finale continua a girare sulla stessa tratta all’infinito, senza mai uscire dal binario.

Il vostro cuore ha quattro camere: due superiori chiamate atri e due inferiori chiamate ventricoli. L’impulso elettrico viaggia normalmente attraverso il nodo atrioventricolare, come un controllore del traffico che regola il passaggio degli impulsi.

I meccanismi più comuni della TPSV sono:

  • Rientro nodale atrioventricolare – Si verifica in 60-70 persone su 100 con TPSV. L’impulso elettrico resta intrappolato in un loop all’interno del nodo AV. Immaginate due corsie nello stesso incrocio: l’impulso scende da una corsia e risale dall’altra, creando un circolo vizioso

  • Via accessoria – Si verifica in circa 30 persone su 100. Alcune persone nascono con un collegamento elettrico in più tra gli atri e i ventricoli, come un filo extra che bypassa il normale sistema. L’impulso scende attraverso il percorso normale e risale attraverso questo filo extra, creando un circuito continuo. Quando questo succede si parla di sindrome di Wolff-Parkinson-White

  • Tachicardia atriale – Si verifica in 5-10 persone su 100. Un piccolo gruppo di cellule negli atri genera impulsi elettrici molto rapidi in modo autonomo, come un generatore elettrico impazzito

La TPSV colpisce 2-3 persone ogni 1000. È più frequente nelle donne (2 donne per ogni uomo) e tipicamente compare tra i 20 e i 40 anni. Nella maggior parte dei casi il cuore è strutturalmente normale: non c’è nessuna malattia cardiaca, solo questo “cortocircuito” nel sistema elettrico.

La buona notizia è che la TPSV non è pericolosa per la vita nella maggior parte dei casi. Non danneggia il muscolo del cuore e non aumenta il rischio di infarto o altri problemi cardiaci gravi.


QUALI SONO I SINTOMI?

Alcune persone con TPSV non hanno sintomi durante episodi brevi. L’aritmia viene scoperta durante un esame di routine.

Quando i sintomi si verificano, possono includere:

  • Palpitazioni regolari e rapide“corresse a tutta velocità” o “volesse uscire dal petto”

  • Difficoltà a respirare – Mancanza di respiro perché il cuore batte così veloce che non ha tempo di riempirsi bene tra un battito e l’altro. È come cercare di riempire un secchio d’acqua ma svuotarlo prima che si riempia. Si verifica in 60-70 persone su 100

  • Ansia o panico – Reazione psicologica alla sensazione sgradevole e improvvisa. Molti pazienti descrivono una sensazione di terrore o di perdita di controllo. Si verifica in 50-60 persone su 100

  • Debolezza – Sensazione di non avere forze, soprattutto se l’episodio dura più di 30 minuti. Le gambe vi sembrano di gelatina. Si verifica in 40-50 persone su 100

  • Fastidio o dolore al petto – Sensazione di disagio, pressione o costrizione al centro del petto. Non è lo stesso dolore dell’infarto, ma può spaventare. Si verifica in 30-40 persone su 100

  • Sensazione di stare per svenire o svenimento – Raro (meno di 10 persone su 100), ma può succedere se il battito è molto veloce (oltre 200 al minuto) e la pressione sanguigna scende troppo

  • Bisogno di urinare dopo l’episodio – Molte persone notano che dopo una crisi devono urinare molto e frequentemente. Questo succede perché il cuore sotto stress rilascia un ormone chiamato peptide natriuretico atriale che stimola i reni a produrre più urina

Gli episodi possono durare da pochi secondi a diverse ore. Alcune persone hanno crisi rarissime (una volta ogni mesi o anni), altre più frequenti (anche diverse volte a settimana). La TPSV è imprevedibile: potete passare anni senza episodi e poi averne diversi in poche settimane.


COSA POSSO FARE DURANTE UNA CRISI?

Durante una crisi potete provare alcune manovre che stimolano il nervo vago. Queste manovre funzionano rallentando la conduzione elettrica nel nodo AV, interrompendo il circuito che causa la tachicardia. Pensate al nervo vago come a un interruttore di emergenza che può “resettare” il sistema elettrico del cuore. Funzionano in circa 20-40 persone su 100.

Manovre vagali che potete fare a casa:

  • Manovra di Valsalva modificata – Prendete un respiro profondo, poi spingete con forza verso il basso come se steste sollevando un peso molto pesante o come se vi sforzaste durante l’evacuazione, per 15 secondi. Subito dopo, sdraiatevi sulla schiena e sollevate le gambe in alto (45-60 gradi) per altri 15 secondi. Questa è la manovra più efficace (funziona in 45-50 persone su 100)

  • Immergere il viso in acqua molto fredda – Riempite una bacinella con acqua molto fredda (aggiungi cubetti di ghiaccio se possibile) e immergete il viso completamente per 10-15 secondi. Questo attiva il riflesso di immersione, lo stesso che rallenta il battito cardiaco dei mammiferi marini quando si tuffano. Funziona in 30-35 persone su 100. NON fate questo se avete malattia delle arterie coronarie

  • Tosse forzata – Fate colpi di tosse molto forti e ripetuti, come se steste cercando di espellere qualcosa dalla gola. Funziona in 10-15 persone su 100

  • Bere velocemente acqua molto fredda – Bevete rapidamente un bicchiere intero di acqua ghiacciata in pochi secondi. Funziona in 5-15 persone su 100

IMPORTANTE: Il massaggio carotideo può essere pericoloso e NON deve essere fatto a casa. Può staccare placche dalle arterie carotidi causando un ictus. Va fatto solo da un medico esperto.


COME SI DIAGNOSTICA?

Il vostro medico:

  • Vi farà domande sui vostri sintomi e sulla vostra storia clinica
  • Vi visiterà, ascoltando il cuore con lo stetoscopio
  • Prescriverà degli esami

Elettrocardiogramma“catturare” l’episodio, perché spesso si ferma prima di arrivare in ospedale.

Gli smartwatch con funzione ECG (Apple Watch, Samsung Galaxy Watch, Fitbit) hanno rivoluzionato la diagnosi: ora potete registrare il battito del cuore da soli a casa quando sentite le palpitazioni. Questi dispositivi funzionano molto bene (accuratezza 98 percento) per i ritmi veloci e regolari come la TPSV. Molti medici ora accettano questi tracciati per fare diagnosi.

Registratori del battito cardiaco – Se gli episodi sono sporadici e non riuscite a catturarli con l’ECG standard, il medico può prescrivere:

  • Holter – Un piccolo dispositivo delle dimensioni di un mazzo di carte che portate attaccato al petto per 1-2 giorni. Registra continuamente il battito del cuore. Funziona bene (15-20 persone su 100 ottengono la diagnosi) se avete episodi almeno 1 volta a settimana

  • Event monitor – Un dispositivo che tenete con voi per settimane o mesi. Quando sentite le palpitazioni, premete un pulsante e il dispositivo registra il battito per alcuni minuti. Alcuni modelli registrano automaticamente quando rilevano un ritmo anomalo. Funziona bene (60-70 persone su 100) se avete episodi 1-2 volte al mese

  • Registratore impiantabile – Un piccolissimo dispositivo (3 cm di lunghezza, come un fiammifero) che il medico inserisce sotto la pelle del torace in anestesia locale. La procedura dura 10-15 minuti. Registra automaticamente il battito del cuore per 2-3 anni. Funziona molto bene (più di 90 persone su 100 ottengono la diagnosi) ma viene usato solo in casi particolari, quando gli episodi sono molto rari ma i sintomi sono importanti

Ecocardiogramma – Un’ecografia del cuore per controllare che la struttura e il funzionamento del cuore siano normali. Il medico muove una sonda sul vostro petto e le onde sonore creano immagini del cuore in movimento su uno schermo. In 85-90 persone su 100 con TPSV, l’ecocardiogramma è completamente normale. Questo è rassicurante: significa che il vostro cuore è strutturalmente sano.

Studio elettrofisiologico“provocare” la tachicardia in modo controllato in laboratorio. Funziona molto bene: in 95 persone su 100 riesce a far partire la tachicardia durante l’esame. Questo test serve a capire con precisione esatta qual è il meccanismo della TPSV e dove si trova il circuito. Viene fatto quando state considerando l’ablazione come cura definitiva, spesso nella stessa seduta dell’ablazione.


COME VIENE TRATTATA?

Il trattamento della TPSV dipende dalla frequenza, durata e tollerabilità degli episodi. Non tutte le persone con TPSV hanno bisogno di trattamento continuo.

Cure d’urgenza in Pronto Soccorso – Se arrivate in ospedale durante un episodio, i medici possono usare:

  • Adenosina per via endovenosa”non riuscire a respirare,” oppressione al petto, o calore che sale al viso, ma è completamente normale e passa rapidamente (dura 5-10 secondi). Alcuni pazienti descrivono una “sensazione di morte imminente” per pochi secondi, ma il farmaco è sicuro

  • Verapamil o diltiazem per via endovenosa – Calcio-antagonisti usati come farmaci alternativi se l’adenosina non funziona o è controindicata. Agiscono più lentamente (3-5 minuti invece di pochi secondi) ma sono meglio tollerati

  • Cardioversione elettrica – Usata solo in situazioni molto rare quando il paziente ha pressione sanguigna molto bassa (sotto 90 mmHg sistolica) o difficoltà respiratorie gravi con bassa saturazione di ossigeno (meno di 1 caso su 100)

Terapia preventiva con farmaci – Se le crisi sono frequenti (almeno 1 al mese), durano a lungo (più di 30 minuti) o siete molto sintomatici, il cardiologo può prescrivere farmaci da prendere tutti i giorni per prevenire gli episodi:

  • Beta-bloccanti come metoprololo, bisoprololo o atenololo – Rallentano la conduzione elettrica nel nodo AV. Riducono le crisi nel 40-50 percento dei pazienti. Possibili effetti collaterali: stanchezza, mani fredde, difficoltà a dormire

  • Calcio-antagonisti come verapamil o diltiazem – Hanno efficacia simile ai beta-bloccanti. Possibili effetti collaterali: gonfiore alle caviglie, stitichezza

  • Antiaritmici come flecainide o propafenone – Usati solo se i beta-bloccanti e i calcio-antagonisti non funzionano. Sono più efficaci (riducono le crisi nel 60-70 percento dei casi) ma hanno più effetti collaterali e richiedono monitoraggio più stretto

Strategia “pillola al bisogno” – Se le crisi sono rare (meno di 1 al mese) ma durano a lungo e vi danno molto fastidio, il cardiologo può proporvi di tenere a casa un farmaco da prendere solo quando inizia la crisi. I farmaci usati sono la flecainide o il propafenone. Funzionano nel 60-70 percento dei casi ma ci vogliono 2-4 ore per fare effetto. Dovete prima provare la pillola in ospedale sotto monitoraggio per verificare che sia sicura per voi.


COS’È L’ABLAZIONE PER LA TPSV?

L’ablazione è il trattamento definitivo e curativo della TPSV. È una procedura minimamente invasiva che “brucia” o “congela” il punto esatto del cuore da cui parte l’aritmia, creando una piccola cicatrice permanente che interrompe il circuito elettrico anomalo.

Percentuali di successo:

  • Rientro nodale AV (tipo più comune) – Funziona in 95-98 persone su 100. La TPSV può ripresentarsi in 1-5 persone su 100
  • Via accessoria (sindrome di WPW) – Funziona in 93-95 persone su 100. La TPSV può ripresentarsi in 5-8 persone su 100
  • Tachicardia atriale – Funziona in 85-90 persone su 100

Dopo 5 anni, più di 90 persone su 100 non hanno più episodi di TPSV. Questo significa che la maggior parte delle persone è completamente guarita e non ha più bisogno di farmaci.

Come si svolge la procedura:

  • Il medico fa 1-2 piccole punture nella vena dell’inguine dopo anestesia locale. Non sentirete dolore, solo pressione

  • Inserisce sottili cateteri (tubi flessibili dello spessore di uno spaghetto) che vengono guidati attraverso le vene fino al cuore. Guardate tutto su uno schermo a raggi X

  • Il medico stimola il cuore con piccoli impulsi elettrici per far partire la tachicardia in modo controllato. Questo riesce nel 95 percento dei casi. Se siete svegli, sentirete il cuore battere veloce per alcuni minuti

  • Con un computer 3D avanzato, il medico crea una mappa tridimensionale del vostro cuore e vede in tempo reale dove passa l’impulso elettrico, come un GPS del cuore

  • Il medico posiziona un catetere speciale nel punto esatto dove c’è il circuito anomalo

  • Usa energia a radiofrequenza (calore a 55-60 gradi Celsius) o crioablazione (freddo a -60 / -80 gradi Celsius) per creare una piccola cicatrice permanente (3-5 mm di diametro). Questo interrompe il circuito elettrico

  • Il medico verifica che la tachicardia non si presenti più stimolando ripetutamente il cuore

La procedura dura 60-120 minuti. Viene fatta in anestesia locale più sedazione leggera. Alcuni centri fanno anestesia generale per maggior comfort del paziente.

Quando è raccomandata l’ablazione:

Le linee guida mediche internazionali raccomandano l’ablazione quando:

  • La TPSV si ripresenta più volte nonostante i farmaci
  • I farmaci danno effetti collaterali fastidiosi che riducono la vostra qualità di vita
  • Non volete prendere farmaci tutti i giorni a vita
  • Avete la sindrome di Wolff-Parkinson-White con un “filo elettrico extra” che può causare ritmi cardiaci pericolosi
  • Preferite una cura definitiva invece di gestire gli episodi con farmaci
  • Siete giovani e la TPSV interferisce con il lavoro, lo sport o la vita quotidiana

L’ablazione è diventata il trattamento di prima scelta per molti pazienti giovani con TPSV frequente, anche senza provare prima i farmaci, perché ha tassi di successo molto alti e rischi molto bassi.

Rischi dell’ablazione:

Complicazioni importanti si verificano in 1-3 persone su 100:

  • Ematoma all’inguine (1-2 persone su 100) – Di solito guarisce da solo in 2-3 settimane. Molto raramente serve un piccolo intervento per drenarlo

  • Danno al nodo AV che richiede pacemaker permanente (5-10 persone su 1000) – Questo può succedere quando si fa ablazione per rientro nodale AV, perché il circuito anomalo è molto vicino al nodo AV normale

  • Perforazione del cuore (1-3 persone su 1000) – Può causare tamponamento cardiaco. Di solito viene riconosciuto e trattato immediatamente durante la procedura

  • Ictus o mini-ictus (1 persona su 1000) – Causato da coaguli di sangue che si formano sui cateteri

  • Danno alle valvole del cuore – Molto raro (meno di 1 persona su 1000)

  • Mortalità – Meno di 1 persona su 10,000 (0.01 percento)

Questi rischi sono generalmente accettabili considerando i benefici, ma dovete discuterli con il vostro cardiologo elettrofisiologo.

Dopo la procedura:

  • Rimanete a letto per 4-6 ore dopo la procedura con la gamba dell’inguine punturato distesa, per evitare sanguinamento

  • In 50-60 persone su 100 potete tornare a casa lo stesso giorno. Altri restano in ospedale per una notte di osservazione

  • Avrete un piccolo cerotto all’inguine. Potete fare la doccia dopo 24-48 ore

  • Evitate sforzi intensi, sollevamento pesi (oltre 5 kg), e attività fisica intensa per 2 settimane

  • Dopo 2-4 settimane potete riprendere tutte le attività fisiche e sportive normali

  • Alcune persone hanno palpitazioni occasionali nelle prime 4-6 settimane dopo l’ablazione (periodo di “blanking”). Questo non significa sempre che la procedura è fallita: il cuore sta guarendo

Gli studi dimostrano che dopo l’ablazione la qualità di vita migliora significativamente rispetto a prendere farmaci a lungo termine. Più di 90 persone su 100 sono molto soddisfatte del risultato e non hanno più sintomi a lungo termine.


QUAL È LA PROGNOSI?

La prognosi della TPSV è eccellente:

  • La TPSV non è pericolosa per la vita nella stragrande maggioranza dei casi (più di 99 persone su 100)
  • Non danneggia il muscolo del cuore
  • Non aumenta il rischio di infarto o scompenso cardiaco
  • Con l’ablazione, più di 90 persone su 100 non hanno più episodi dopo 5 anni e sono considerate guarite
  • Con i farmaci, 40-60 persone su 100 riescono a controllare bene i sintomi a lungo termine

Eccezione importante: Se avete la sindrome di Wolff-Parkinson-White con una via accessoria che conduce molto rapidamente, c’è un rischio raro (1-2 persone su 1000) di morte improvvisa se sviluppate fibrillazione atriale. Per questo motivo, se avete WPW e fate sport agonistico o lavori a rischio (pilota, autista professionale), il vostro cardiologo può raccomandare l’ablazione anche se avete pochi sintomi.

La maggior parte delle persone con TPSV vive una vita completamente normale e attiva. Molti atleti professionisti hanno avuto ablazioni per TPSV e sono tornati a competere ad alto livello.


POSSO FARE SPORT SE HO LA TPSV?

Sì, l’attività fisica ricreazionale e anche moderata-intensa NON è controindicata se avete la TPSV. Al contrario, l’esercizio regolare è raccomandato per i benefici generali sulla salute cardiovascolare.

L’esercizio fisico NON causa la TPSV, anche se in alcune persone gli episodi possono essere scatenati dallo sforzo (10-20 persone su 100). Questo succede perché durante l’esercizio aumenta l’adrenalina e la frequenza cardiaca, che possono far partire il circuito elettrico anomalo.

Se fate sport agonistico o competitivo ad alto livello, serve una valutazione specialistica con:

  • Test da sforzo
  • ECG durante lo sforzo per vedere se la TPSV si presenta durante l’attività fisica
  • A volte studio elettrofisiologico per valutare le caratteristiche precise del circuito

Se avete la sindrome di Wolff-Parkinson-White, prima dell’idoneità agonistica il medico deve valutare il rischio con uno studio elettrofisiologico. Se la via accessoria può condurre molto rapidamente (periodo refrattario inferiore a 250 millisecondi), l’ablazione è raccomandata prima di riprendere sport agonistici.

Se avete fatto l’ablazione con successo, non ci sono limitazioni sportive: potete riprendere anche lo sport agonistico dopo 3-6 mesi se non avete avuto ricorrenze.

Consigli pratici per lo sport se avete TPSV:

  • Imparate le manovre vagali e praticate come farle correttamente
  • Portate con voi il vostro smartwatch con ECG se ne avete uno
  • Informate l’allenatore o i compagni di squadra della vostra condizione
  • Se avete una crisi durante lo sport, fermatevi, sedetevi, e provate le manovre vagali
  • Rimanete ben idratati – la disidratazione può favorire le aritmie
  • Evitate bevande energetiche con alte dosi di caffeina se notate che scatenano episodi